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Ossidativo e riduttivo
Esistono diversi tipi di vino Porto, sia bianchi che rossi. Ma cosa li distingue l’uno dall’altro?
In primo luogo, il tipo di uva utilizzata è determinante. Le uve conferiscono al vino colori, aromi e sapori diversi. Nella regione del Douro vengono coltivate 46 varietà di uva rossa e 64 di uva bianca, ognuna delle quali contribuisce a conferire al vino un carattere unico.
In secondo luogo, il momento in cui viene aggiunta l’acquavite durante la fermentazione è cruciale, poiché definisce lo stile finale del vino.
Per ottenere un vino più secco, la fermentazione viene prolungata, consentendo ai lieviti di consumare una maggiore quantità di zucchero.
Per un vino più dolce, la fermentazione viene interrotta prima, preservando una maggiore quantità di zucchero naturale.
Infine, il tipo di vino varia a seconda del tipo e del processo di invecchiamento.
A seconda del grado di contatto con l’ossigeno, l’invecchiamento può essere riduttivo o ossidativo.
L’invecchiamento avviene in botti e tini di grande capacità, nonché in bottiglia. In queste condizioni, il contatto con l’ossigeno è molto ridotto, il che è ideale per la produzione di Porto bianco giovane e Ruby.
Avviene in recipienti di dimensioni più ridotte e, di norma, per un periodo più lungo, come le tradizionali botti, dove la percentuale di vino a contatto con l’ossigeno è maggiore. Questo tipo di invecchiamento dà origine ai vini Tawny.
I Tawny con indicazione di età invecchiano per periodi variabili in botti di rovere. L’età indicata sull’etichetta corrisponde allo stile e al profilo ottenuti grazie all’invecchiamento in legno.
Tra i vini Tawny troviamo anche i Colheitas. Si tratta di vini di alta qualità prodotti con uve provenienti da un’unica vendemmia. Non vengono sottoposti ad assemblaggio: invecchiano in botte per almeno 7 anni prima di essere imbottigliati.
Il carattere di una casa vinicola non si crea dall’oggi al domani. Si costruisce nel corso del tempo, generazione dopo generazione.
Da Burmester, questo carattere è uno stato d’animo. È il riflesso di una lunga storia. Un omaggio allo spirito imprenditoriale di chi ha intrapreso questa avventura partendo da diverse città d’Europa e ha trovato nel viaggio del vino Porto (dalla Valle del Douro alla costa) un modo per comprendere la viticoltura, il commercio e il vino.
In sintesi, un modo per comprendere la vita stessa.
Questa selezione di materiale pubblicitario è una testimonianza di quel carattere intrepido che ha iniziato il suo viaggio quasi 300 anni fa.
Il vino di Porto ha svolto un ruolo determinante nella formazione delle città di Porto e di Vila Nova de Gaia.
Le donne e gli uomini che ne hanno reso possibile la produzione sono stati testimoni dei profondi cambiamenti che questo mestiere e il suo commercio hanno portato con sé, collegando il Portogallo a ogni angolo del mondo.
Questo è il nostro piccolo omaggio a coloro che ci hanno preceduto e ci hanno mostrato un modo di vivere e di comprendere il vino, unico e duraturo.
Burmester produce un’ampia varietà di vini di Porto — bianchi, Ruby e Tawny — ciascuno pensato per accompagnare momenti ed esperienze diverse.
I vini bianchi si distinguono per la loro eleganza ed equilibrio. Con il tempo, il colore evolve da tonalità più chiare a riflessi dorati più intensi.
Al naso spiccano aromi agrumati e floreali, che con l’invecchiamento possono evolvere verso note più mielate e aromi tostati.
Il risultato è un vino delicato e versatile, perfetto sia da gustare come aperitivo che per accompagnare un piacevole dessert o un pasto leggero.
Vi presentiamo i tre vini bianchi della casa Burmester:
• Burmester Helmsman Reserve
• Burmester Extra Dry White
• Burmester White
I vini Ruby di Burmester si distinguono per il colore intenso e il carattere fruttato.
Questo stile mantiene i suoi aromi e sapori grazie all’invecchiamento riduttivo, che evita l’ossidazione e conserva il profilo fresco originale.
Al naso si percepiscono intensi aromi di frutti rossi maturi — ciliegia, prugna, mora — accompagnati da note floreali e da sottili sentori di spezie.
Il risultato è un Porto vivace, ideale per chi cerca un vino intenso, perfetto per diversi momenti e occasioni.
Vi presentiamo una selezione dei vini Ruby di Burmester:
I vini Tawny di Burmester si distinguono per la loro morbidezza e complessità.
Grazie all’invecchiamento ossidativo, in botti di rovere con una capacità compresa tra 550 e 600 litri, il vino sviluppa una personalità unica, caratterizzata da note tostate e speziate. Con il tempo, il colore evolve verso tonalità ambrate e dorate intense, riflettendo il prolungato affinamento in legno.
Al naso spiccano aromi di frutta secca, caramello, caffè e frutta candita, che si combinano armoniosamente con le note di frutta matura tipiche del vino.
Il risultato è un vino elegante, strutturato, equilibrato e vellutato — ideale da gustare come dessert o in abbinamento a formaggi e dolci.
Vi presentiamo una selezione di Tawnies Burmester:
• Burmester Tawny
• Burmester Jockey Club (Reserva Tawny)
Tawnies con indicazione di età:
• Tawny 10 anni
• Tawny 20 anni
• Tawny 30 anni
• Tawny 40 anni
E i Colheita (Vini d’Annata)
Il processo di vinificazione: dalla vite alla bottiglia
Pur essendo un vino unico nel suo genere, il Porto inizia la sua vinificazione in modo simile a quello degli altri vini.
La coltivazione avviene nella regione del Douro e, verso la metà di agosto, quando l’uva raggiunge le caratteristiche ideali, ha inizio la vendemmia. Il Vinho do Porto è prodotto a partire da una vasta varietà di vitigni, ognuno dei quali contribuisce con il proprio carattere.
Le uve vengono raccolte in base al tipo di vino che si intende produrre. Dopo la vendemmia, che è manuale, le uve vengono portate in cantina e fermentate per parcella o in tini di fermentazione, a seconda del tipo di vino che si intende produrre.
La fermentazione dura circa tre o quattro giorni, fino al raggiungimento dei parametri desiderati.
L’interruzione della fermentazione nel Vinho do Porto è un processo cruciale chiamato “benefício”, in cui si aggiunge acquavite di vino (circa 77% vol.) al mosto, generalmente dopo 2 o 3 giorni. Questa tecnica uccide i lieviti, interrompendo la conversione dello zucchero in alcol, il che dà origine a un vino dolce, con un alto contenuto di zucchero naturale (residuo) e un elevato grado alcolico, compreso tra il 19% e il 22% vol.
Pertanto, il livello di dolcezza del vino dipenderà dal momento in cui viene aggiunta l’acquavite.
Prima di essere trasportato nelle cantine di invecchiamento, il vino viene valutato per determinare a quale stile di Porto sarà destinato. Dopo aver trascorso l’inverno nella Valle del Douro, tra gennaio e febbraio la maggior parte del vino viene trasportata a Vila Nova de Gaia per continuare il processo di invecchiamento.
La sua natura di città portuale, gli alti livelli di umidità, la ridotta esposizione al sole e le temperature miti rendono questo luogo ideale per l’invecchiamento del vino.
Per l’invecchiamento, il vino viene posto in recipienti di legno, acciaio inossidabile o vetro che ne favoriscono l’evoluzione e lo sviluppo di aromi e sapori.
Esistono vini da vendemmia unica, solitamente considerati più speciali per le loro caratteristiche esclusive. Oltre a questi, ci sono anche i Blends, vini prodotti dalla miscelazione di diverse annate, lavorati in modo da ottenere profili specifici.
Infine, ogni vino viene imbottigliato in base al tempo di maturazione stabilito dall’enologo e nel rispetto delle norme dell’IVDP, che è molto rigoroso in merito alle regole di invecchiamento e alla qualità che ogni vino deve possedere.
Il vino di Porto possiede una caratteristica unica che lo rende speciale… Si tratta di un vino con una chiara e marcata vocazione di “viaggiatore”.
Le uve da cui provengono questi vini sono coltivate a centinaia di chilometri da qui, ma tutte finiscono per arrivare qui, a Vila Nova de Gaia, a Porto…
Tutte le botti, i barili e le bottiglie provengono dallo stesso luogo e hanno compiuto la stessa traversata. Un tempo scendevano lungo le acque del fiume Douro sugli eleganti barche rabelos; oggi seguono il loro percorso su strada, fino alle cantine che si trovano su questa riva per la loro posizione privilegiata – un luogo perfetto per l’affinamento del vino, un luogo ideale per estrarre tutti gli aromi e i colori che le botti nascondono.
Da questo luogo, il vino di Porto è partito verso ogni angolo del mondo… I vini Burmester hanno viaggiato, ovviamente, molto verso il Regno Unito e la Germania, ma anche verso altri paesi, altri continenti…
Il fiume, il Douro, è testimone di questa traversata, che ha reso possibile e che conduce fino alle coste del Portogallo, aprendo la strada affinché una parte molto particolare del Portogallo raggiunga il mondo intero. La vita ha posto al timone di questa avventura una famiglia che si è dedicata alla traversata e ha lasciato il proprio segno nella storia di questa città e del vino di Porto.
Una volta giunto a Vila Nova de Gaia, il vino inizia il suo processo di invecchiamento.
A seconda dello stile che si desidera ottenere, il vino viene conservato in diversi recipienti: grandi botti di legno chiamate «balseiros» o «pipas» (di dimensioni più ridotte).
L’uso del legno è una delle caratteristiche essenziali del vino di Porto. Tuttavia, a differenza di altri vini, si utilizzano botti di legno usate.
In questo modo si evita che il vino acquisisca sapori intensi di legno, mantenendo la micro-ossigenazione che questo materiale fornisce.
Queste botti possono essere utilizzate per molto tempo, fino a cento anni. Tradizionalmente, quando non venivano più utilizzate per il vino di Porto, venivano inviate in Scozia, dove venivano riutilizzate per l’affinamento del whisky.
Prima del loro utilizzo, le botti vengono lavate accuratamente e impiegate inizialmente per vini di consumo corrente. In questo modo, il legno si impregna e si riduce la perdita di vino per evaporazione durante l’invecchiamento, un fenomeno noto come “angel’s share” (la parte degli angeli).
La costruzione, la riparazione e la manutenzione di queste botti e dei grandi tini costituiscono un mestiere secolare e fondamentale per preservare il patrimonio culturale e vinicolo del vino di Porto.
Clima
La valle del Douro è la regione dove si svolge tutta la produzione del vino Porto.
Il suo terreno scistoso ed il microclima offrono condizioni uniche per la produzione di vini di qualitá superiore.
Le montagne della Serra do Marão e della Serra de Montemuro fungono da barriere naturali contro i venti umidi dell’Atlantico, che protegonno i terreni situati tra montagne e valli profonde.
Il clima presenta forti contrasti:
– Inverni freddi;
– Estati molto calde e secche;
Le precipitazioni sono distribuite in modo irregolare durante l’anno: raggiungono i valori più elevati nei mesi di dicembre e gennaio e sono molto scarse nel pieno dell’estate.
Queste condizioni influenzano direttamente la crescita della vite e il carattere unico dei vini di Porto.
Suolo
I terreni del Douro sono costituiti prevalentemente da scisto. Questa composizione permette alle radici della vite di penetrare molto in profondità alla ricerca dell’acqua.
Si distinguono due principali tipi di terreno:
1. Aree in cui l’intervento umano è stato più intenso, dominando gran parte del paesaggio.
2. Zone in cui questo intervento è stato minimo, preservando il profilo geografico originario.
Vitigni
Grazie alle condizioni climatiche e geografiche, la Valle del Douro presenta una grande diversità di vitigni.
Fin dall’introduzione della viticoltura, queste varietà si sono adattate al clima e al terreno.
I vitigni, per la maggior parte autoctoni, sono coltivati tenendo conto delle loro specificità, in modo da produrre le uve migliore e, di conseguenza, il vino migliore.
Principali vitigni a bacca rossa:
– Tinta Amarela
– Tinta Barroca
– Tinta Roriz
– Touriga Franca
– Touriga Nacional
– Tinto Cão
Principali vitigni a bacca bianca:
– Malvasia Fina
– Viosinho
– Donzelinho
– Gouveio
– Sercial
– Arinto
Douro Vinhateiro e Quinta do Arnozelo
Per garantire la qualità superiore del Vino di Porto, nel 1756 fu creata la Companhia Geral da Agricultura das Vinhas do Alto Douro.
Questa iniziativa del Marchese di Pombal fu decisiva per evitare l’eccesso di produzione e le pratiche fraudolente che si erano diffuse negli anni precedenti.
L’istituzione definì i confini del territorio in cui potevano essere coltivate le uve destinate alla produzione del Vino di Porto. Inoltre regolò i prezzi e i volumi di produzione.
All’interno di questa regione, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Unesco, si trova la Quinta do Arnozelo.
È qui che vengono coltivati i vigneti da cui nascono i vini Burmester. Immersi in un paesaggio ricco di storia, bellezza e valore, questi vigneti si estendono lungo i pendii, circa 180 km dalle cantine Burmester, a Vila Nova de Gaia, dove i vini maturano e acquisiscono la complessità che li contraddistingue.
(Origini)
La famiglia Burmester
Fin dalle sue origini, la famiglia Burmester si è distinta per il suo spirito avventuroso. Le sue radici affondano in una piccola località della Germania settentrionale e, grazie al suo spirito imprenditoriale, è riuscita a lasciare un segno indelebile nella storia del vino di Porto.
(1730)
La storia dell’azienda inizia a Londra, nell’anno 1730. Lì, John Nash e Henry Burmester fondarono un’azienda dedicata all’importazione di cereali e altri prodotti alimentari provenienti dal Portogallo.
(1750)
Vent’anni dopo, nel 1750, il crescente interesse per i vini portoghesi spinse i soci ad espandere l’attività. Iniziarono così a importare un tipo di vino il cui commercio all’epoca era in forte espansione e che sarebbe poi diventato noto come vino di Porto. Questo passo avrebbe segnato per sempre il destino della famiglia e dell’azienda.
(1806)
Sebbene la società originaria fosse stata sciolta, la famiglia Burmester decise di portare avanti il progetto. Henry Burmester figlio, insieme ai suoi figli Henry, Frederick ed Edward, fondò una nuova azienda specializzata nel commercio di vino di Porto: H. Burmester & Sons.
(1822)
Mentre consolidava la sua attività in Portogallo, Frederick Burmester divenne una figura di spicco sia a Porto che in Inghilterra. Fu socio fondatore della Westminster Bank e ricoprì la carica di tesoriere della Feitoria Inglesa, l’associazione dei commercianti britannici legati al commercio del vino di Porto.
(1834)
Fu allora che le origini tedesche della famiglia tornarono ad assumere importanza.
Johann Wilhelm Burmester, un lontano parente di Amburgo, finì per assumere la guida degli affari a Porto.
(1880)
Il suo arrivo diede nuovo slancio all’azienda, che passò a chiamarsi J. W. Burmester & C.ª, denominazione che si mantiene ancora oggi.
Johann si stabilì a Porto con la sua famiglia, e i suoi figli continuarono a sviluppare diverse attività imprenditoriali. Tra loro si distinsero Gustav Adolf Burmester e Otto Burmester, che svolsero un ruolo fondamentale nel consolidamento delle Cantine Burmester e nella loro continuità nel corso del XX secolo.
(2005)
All’inizio del XXI secolo, i discendenti di Johann Wilhelm Burmester erano ancora proprietari dell’azienda.
Tuttavia, alla fine decisero di venderla al Gruppo Kopke, che la integrò nella propria struttura aziendale, preservandone la storia, la personalità e l’essenza.
Così, Burmester rimane oggi una delle più antiche case produttrici di vino di Porto giunte fino ai giorni nostri, mantenendo viva un’eredità familiare che continua a far parte della storia del vino.
L’invecchiamento del vino di Porto avviene in botti di legno. Il contatto con questo materiale favorisce l’ossidazione, conferendo al vino aromi e colore durante il processo di affinamento. Le botti vengono disposte in file e posizionate su supporti in pietra e legno, evitando così il contatto diretto con il suolo e un eccessivo assorbimento di umidità.
Le botti sono disposte in file, bilanciate tra loro con piccoli cunei.
Il viaggio del vino di Porto inizia lontano da Porto e da Vila Nova de Gaia.
Risalendo il fiume Douro, si incontra la Valle del Douro… Un luogo speciale e unico, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
È qui che Burmester coltiva e raccoglie le uve utilizzate per la produzione dei propri vini di Porto. Qui, i vigneti ricevono le cure e l’attenzione necessarie per garantire vini di alta qualità.
Nel mezzo di questo paesaggio spettacolare si trova la Quinta do Arnozelo. Situata nella regione del Douro Superior, la tenuta appartiene a Burmester da diversi decenni e rappresenta l’ambiente naturale che rende possibile il vino Burmester.
Il vino è un prodotto vivo, stagionale e delicato che necessita dell’intervento umano per prosperare e garantire il prossimo raccolto e la vendemmia.
Un’origine naturale e curata permette a Burmester di continuare a produrre vini ricchi di carattere e pieni di storia.
Benvenuti alle Cantine Burmester, una delle più antiche e prestigiose case produttrici di Vino di Porto. Fondata quasi 300 anni fa da John Nash e Heinz “Henry” Burmester, l’azienda ha saputo preservare una tradizione di eccellenza e qualità, senza mai perdere il proprio carattere distintivo.
Passeggiando per le Cantine Burmester, scoprirai il vino di Porto attraverso una delle sue case più emblematiche. Esplorerai la sua storia e capirai come viene prodotto questo vino eccezionale.
Prima di iniziare la visita, è importante rispondere a una domanda fondamentale: cos’è il vino di Porto?
Il vino di Porto è un vino liquoroso, fortificato, prodotto nella Valle del Douro, a circa 120 km dalla città di Porto.
La sua storia risale al Medioevo e all’Epoca delle Scoperte, quando veniva utilizzato come provvista per le navi che salpavano verso l’Oriente. Era un vino naturalmente resistente, grazie alla qualità delle uve e al lungo processo di pigiatura a piedi.
L’aggiunta di acquavite, che interrompeva la fermentazione, permise di migliorarne l’invecchiamento e di conservarlo per molto più tempo.
Da questa pratica nacque un nuovo stile di vino che, col tempo, sarebbe diventato famoso in tutto il mondo: il vino di Porto.
Per il suo invecchiamento fu scelta la città di Vila Nova de Gaia. La sua vicinanza al porto facilitava il commercio, mentre il suo clima offriva le condizioni ideali per la maturazione del vino.
Molte delle storie che si raccontano nelle cantine e la cui origine si perde nel tempo testimoniano l’importanza attribuita al patrimonio culturale, ai legami familiari e al rapporto con il territorio in cui si inseriscono.
È il caso della botte più antica di Burmester che, secondo la tradizione, sarebbe stata donata dal padre di Maria Henriqueta Leite Guedes in occasione del suo matrimonio con Gustav Adolph Burmester.
